Le Linee Di Nazca :: Perù

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Le Linee Di Nazca

Il linguaggio del deserto

Dal cielo le figure brillano impressionanti, enigmatiche e silenziose. Scimmie, colibrì, rospi, lucertole, ragni, figure antropomorfe, cani, linee trapezoidali, tutte disegnate con tratti perfetti e originali, che si perdono nell’orizzonte del deserto.
Le pampas di Nasca, tra i Km 419 e 465 della Panamericana Sur, sono un’interminabile distesa di terra e pietra dove uomini antichi plasmarono più di 19 mila linee e più di 70 figure – dichiarate dall’Unesco Patrimonio Culturale dell’Umanità –. Per alcuni si tratterebbe di un calendario astronomico, per altri di una rete di percorsi rituali per celebrare gli dei, un modo di riprodurre il cielo sulla terra.

Tutto questo lo abbiamo visto dall’alto, dirigendoci da una figura all’altra, in un piccolo aereo di quattro passeggeri, una sorta di calabrone metallico in cerca del nettare della conoscenza disseminato per la pampa. E pensare che questi disegni si realizzarono più di 1.500 anni fa e sono ancora pressochè intatti.
Le linee di Nasca sono distribuite su quattro pampas, Palpa, Ingenio, Nasca e Socos, in un’area di 50km di lunghezza e 15 di larghezza. La loro esistenza fu svelata 1926, quando lo scienziato peruviano Toribio Mejía Xespe – discepolo di Julio C. Tello -, in un congresso di americanisti affermò che si trattasse di percorsi cerimoniali o ceques.
In seguito Paul Kosok, scienziato americano venuto in Perù per studiare il sistema di irrigazione Moche, seppe delle linee e concluse che fossero in relazione con solstizi, equinozi e movimento degli astri.
Ma fu la matematica tedesca María Reiche che dedicò più di mezzo secolo allo studio caparbio, costante ed esauriente di queste linee e figure. Giunse alla conclusione che quest’agglomerato di linee fosse in realtà un gigantesco calendario astronomico sul quale si regolavano gli antichi nasca.

Lo storico di Nasca Josué Lancho Rojas – una delle voci più autorevoli di Nasca – sostiene che gli antichi abitanti fossero organizzati in clan animisti, totemici e panteisti. I clan si sarebbero riuniti in questa sorta di “tempio senza pareti” disegnato sulla pampa, per entrare in contatto con l’Essere con il quale si identificavano, per rendere culto ad altri dei intengibili (il Sole, la Luna e gli astri). Le migliaia di linee sarebbero servite a celebrare date importanti del loro calendario. Attraverso queste linee i nasca avrebbero “legato” gli astri per celebrare diversi avvenimenti.

Dopo mezz’ora di volo (durante il quale una turista tedesca è rimasta letteralmente attaccata al suo sacchetto per il mal d’aereo), abbiamo scoperto che Nasca non è solo linee e figure. In questa provincia di Ica, a sei ore da Lima, si è sviluppata una delle culture precolombiane più importanti, la cultura Nasca, il cui centro amministrativo fu Cahuachi, che ci ha tramandato la bellezza delle sue ceramiche policrome, dell’arte tessile, dell’oreficeria e l’impressionante dominio tecnologico del suo sistema d’irrigazione.






http://peru.katia.com/linee_di_nazca_im_18531.htm
Linee di Nazca


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